Come lavoro

Comprendere insieme cosa sta succedendo. E decidere dove vogliamo andare.

Il mio approccio è principalmente cognitivo-comportamentale, evidence based e orientato agli obiettivi. Strutturato, senza essere rigido.

Il punto di partenza

Non esiste una sequenza uguale per tutti.

Ogni persona arriva con una storia, delle difficoltà e delle aspettative diverse. Il lavoro parte dalla comprensione di ciò che sta succedendo nel presente, dei meccanismi che possono contribuire a mantenere una difficoltà e, soprattutto, degli obiettivi che la persona vorrebbe raggiungere.

Il percorso

01

I primi incontri

I primi colloqui sono prima di tutto uno spazio per conoscerci. Servono a comprendere meglio il motivo per cui hai deciso di rivolgerti a uno psicologo, cosa sta succedendo in questo momento e quali aspetti della tua storia possono essere importanti per leggere la situazione attuale. Non è necessario arrivare con una spiegazione già pronta. Quando può essere utile, questa fase può essere accompagnata anche da questionari o altri strumenti di valutazione psicologica.

02

Definire insieme gli obiettivi

Una domanda importante nel percorso è: “Cosa dovrebbe essere diverso perché questo lavoro possa esserti utile?”. Gli obiettivi possono riguardare affrontare situazioni oggi evitate, gestire diversamente l’ansia, ridurre il rimuginio, modificare alcuni comportamenti o costruire un rapporto meno rigido con se stessi. Li costruiamo insieme e possiamo rivederli nel corso del tempo.

03

Comprendere i meccanismi

L’orientamento cognitivo-comportamentale guarda alla relazione tra pensieri, emozioni, comportamenti e contesto. Questo significa non limitarsi a chiedersi perché una difficoltà sia comparsa, ma cercare di comprendere anche che cosa la mantiene oggi e quali cambiamenti possono modificarne il funzionamento.

04

Sperimentare

Il colloquio non è soltanto uno spazio in cui raccontarsi. A seconda degli obiettivi, possiamo utilizzare esercizi, strategie, esperimenti, osservazioni e attività da provare anche tra un incontro e l’altro, portando gradualmente il lavoro fatto nei colloqui nella vita quotidiana.

05

Fare il punto

Essere orientati agli obiettivi significa anche chiederci periodicamente se il percorso sta andando nella direzione che avevamo immaginato. Possiamo fermarci, osservare i cambiamenti avvenuti e valutare insieme ciò che rimane da affrontare.

“Cosa dovrebbe essere diverso perché questo lavoro possa esserti utile?”

Approccio

Cognitivo-comportamentale, evidence based.

Nella mia formazione integro anche modelli come REBT e LIBET, che permettono di approfondire il rapporto che abbiamo con i nostri pensieri, le strategie che utilizziamo per gestire ciò che ci preoccupa e alcuni temi o schemi che possono ripresentarsi nel corso della nostra storia.

Il modello, però, non viene prima della persona: gli strumenti vengono scelti in funzione delle difficoltà, degli obiettivi e delle caratteristiche individuali.

Con adolescenti

Uno spazio individuale, dentro un contesto più ampio.

Nel lavoro con gli adolescenti considero importante costruire uno spazio in cui il ragazzo o la ragazza possa sentirsi direttamente coinvolto nel percorso e nella definizione degli obiettivi.

Quando è utile, il lavoro può prevedere anche momenti di confronto con i genitori e, con modalità concordate e nel rispetto dello spazio individuale dell’adolescente, la collaborazione con scuola o altri professionisti coinvolti.

L’obiettivo non è lavorare soltanto “sul ragazzo”, ma comprendere anche il contesto in cui le difficoltà emergono e individuare, quando necessario, strategie condivise.

Modalità

Prevalentemente online.

Svolgo la maggior parte dei miei colloqui online. La modalità online permette di svolgere il percorso da un luogo riservato e può essere particolarmente comoda per chi vive lontano, studia o lavora in un’altra città oppure ha necessità di maggiore flessibilità.

In alcuni casi è possibile valutare anche incontri in presenza a Vicenza. Possiamo capire insieme quale modalità sia più adatta già durante il primo contatto.

Un’ultima cosa

Non dobbiamo sapere tutto dall’inizio.

Possiamo partire da quello che c’è: una difficoltà precisa, una domanda, qualcosa che continua a ripetersi oppure semplicemente la sensazione che sia arrivato il momento di provare a capire meglio cosa sta succedendo.

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Contatti

Possiamo partire da qui.

Se stai pensando di iniziare un percorso psicologico, puoi contattarmi per raccontarmi brevemente cosa ti sta portando a cercare un supporto e capire insieme come procedere.

Prevalentemente online · In alcuni casi a Vicenza

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